Buonanotte, dott. Ugo

   
storie di ordinarie vicende
e di uomini che non dicono niente.
 

Chapter 19 - dal Diario di un Romagnolo (1, 21-03)

non è briscola - Pupanna

 foto per gentile concessione di pupanna
tutte le foto di pupanna sono visibili nel suo spazio su flickr

In quei giorni si festeggiava il Triduo pasquale, e il gruppo di compagni di cammino si ritrovò assieme come in tante altre occasioni. Nessuno di loro aveva la più pallida idea di cosa fosse un Triduo, ma pareva che facesse una gran bella figura metterlo qua e là nelle conversazioni con le ragazze, specie con quelle di chiesa.
Gisto, l'invornito del gruppo, una volta si era fatto trovare fuori dalla messa e si era rivolto a ciascuna ragazza che usciva con un roboante "Dì un po', bella, vieni con me che andiamo a fare un bel triduo insieme!! ". Le più inibite, colta l'evidente allusione, pur con gli occhi bassi non avevano esitato a mandarlo a cagare. Le più sveglie, invece, si erano fatte una grassa e sonora risata, prima ovviamente di mandarlo a cagare allo stesso modo delle altre.
Trovatisi quel giorno ancora una volta assieme nel luogo a loro più caro, uno di loro disse:
"Maestro, parlaci ancora della Creazione!"
"E sia!" acconsentì il Maestro. "All'inizio non c'era niente, e allora Dio si girava e rigirava tutto il giorno e non sapeva come fare ad arrivare a sera...." attaccò il Maestro, ma quasi subito si dovette fermare
"Maestro - lo interruppe Gisto - ma se non c'era niente, come faceva esserci Dio?"
"Ascolta Gisto, - replicò il Maestro - non cominciare a stracciare i maroni. Io la storia la conosco così. Se a te non ti piace, vai in edicola a comprare Focus e te la leggi lì"
"Ti prego, Maestro, continua, non ascoltare qull'invornito" lo esortarono gli altri.
"Insomma Dio andò giù in cantina a prendere il blachedecher e una scatola di chiodi, un po' di legno, di tela, le molle del divano vecchio e delle cianfrusaglie che aveva lì in giro, e si mise a fare un po' di roba così come gli veniva: fece il cielo, le nuvole, la terra, il mare, i fiori, i pesci, gli animali, le piante, l'uomo e la donna. La donna ovviamente lo fece incazzare subito e allora Dio per dispetto fece anche le mosche e le zanzare.
Poi fece le stelle, i pianeti, le autostrade e i bagnini, le ciabatte e i costumi da bagno, il vento e la pioggia. E vide che tutto ciò era buono. Molto buono. Anche troppo buono.
Si accorse anche che aveva fatto una fatica bestiale. Allora decise di prendersi un giorno di ferie e di riposarsi per benino: si mise al calduccio sotto le coperte e spense la luce, ma proprio quando stava per addormentarsi, lo colse un pensiero fulminante - ma non si annoieranno un po' con tutta sta bontà? mi voglion tutti bene, c'han sempre un sacco di preghiere, di ringraziamenti, di attenzioni per me, ma quanto dureranno? bisogna escogitare qualcosa - E fu così che gli venne in mente una idea geniale: una razza nuova, uomini e donne speciali, scelti, eletti, originali, divertenti, spiritosi e simpatici. E così si rimise al lavoro. Ma era stanco, molto stanco, e così l'ultima opera non gli riuscì proprio bene come avrebbe voluto: era nato il romagnolo."
"Maestro, ci hanno sempre detto di rispettare il sabato, ma in questo giorno in cui si celebra la morte in croce, è lecito andare a fare un giro in bicicletta?" gli chiese uno di loro.
"In verità vi dico che oggi è venerdì quindi non capisco la domanda, e poi se non sbaglio la Via Crucis è alla sera e se in bicletta ci vai alla mattina non vedo dove sta il problema. E poi se lavori tutte le settimane a quattrocento chilometri da casa credo proprio che ti si possa permettere una distrazione, oggi che sei in vacanza. Al massimo, se proprio c'hai degli scrupoli, ti suggerisco di andare a fare il Barbotto, così almeno ti sembrerà di condividere un po' di Calvario...."
"Maestro, oggi Gisto si è mangiato una braciola da mezzo chilo. E' vero che così va all'inferno?"
"In verità vi dico, non di sole braciole si ciba un invornito, ma di ogni sciocchezza che esce in edicola; è proprio per questo che le cose non gli entrano in testa neanche con l'imbuto. Ma voi siete i miei prediletti e a voi dico - oggi si mangia solo pesce, anzi vi consiglio  il fritto misto della Scogliera, che se ci andiamo tutti quanti insieme magari ci offrono anche il caffè e l'ammazzacaffè".
"Maestro, è lecito, nella giornata di oggi, avere pensieri impuri?"
"Certo che no! Ma in verità, in verità vi dico, voi siete romagnoli, e i romagnoli son divisi in due categorie: c'è la categoria di quelli che ce l'hanno a morte coi preti, che pregano a suon di bestemmie e poi però vanno di nascosto ad accendere un cero in chiesa quando i figli escono per andare a ballare, e poi c'è l'altra categoria, quelli santi e devoti che ogni mattina rivolgono a Dio preghiere caste e pie per i loro familiari e le persone care, nonchè qualche altra preghiera un po' meno pia e un po' meno casta riguardo alla loro vita affettiva...."
"Maestro, non capisco. Ma sei sicuro che queste cose vengono da Dio?"
"In verità vi dico, che cacchio ne so io? Mi fai domande e io, che ti voglio bene, ti rispondo. Vuoi avere anche l'imprimatur? E pure il bollino blu, magari? Comunque è normale che non capisca, sei un testone! Quindi te lo dirò con una parabola."
Quel giorno il buon romagnolo si svegliò e, come ogni mattina di quelle passate nella propria casa, andò a dare un bacio ai figli che ancora dormivano. Quindi recitò velocemente le proprie preghiere, ringraziando Dio per il dono di una bella famiglia, chiedendo intercessioni per sè, per i propri cari e per i propri amici,  nonchè facendo qualche lieve accenno a piccoli e non facilmente confessabili desideri... Sfortunamente per quella mattina la moglie era già uscita prima di lui, così dovette posticipare la "richiesta" almeno al dopocena.
Diede una occhiata fuori e vide un sole pallido, ma caldo, alto sopra l'orizzonte, il che significava mantenere le promesse, inforcare la bici e andare. Lo fece e si diresse verso le colline, quando malauguratamente decise di affrontare una delle salite più terribili del circondario. A metà della stessa il buon romagnolo aveva già ampiamente ipotecato ogni millimetro quadrato di paradiso che si era faticosamente guadagnato con anni di devozione; ma, per sua fortuna, ad un certo punto anche le salite finiscono e cominciano le discese.
Per chi decide di andarsene da solo, in compagnia dei propri pensieri, a passare in bici un po' del proprio tempo, c'è una sola cosa più temibile della fatica: sono gli scassamaroni. Così quando il buon romagnolo, all'uscita da un tornante, vide in lontananza un gruppetto di persone a lato della strada, bici a terra, si disse: "Ahia, odore di guai! Speriamo che non....." Non fece in tempo a finire il pensiero che una figura si stacco dal gruppetto, alzando un braccio per chiedere aiuto. "Porca paletta" penso il buon romagnolo "che cacchio vogliono?" Ma mentre si avvicinava si accorse di qualcosa che lo fece ricredere: "Ehilà, vuoi vedere che qualche mia preghierina è stata ascoltata!"
Il gruppetto era composto da tre splendide fanciulle, una bionda, una mora e una rossa, affusolate atlete strette nelle loro divise attillate e variopinte, in difficoltà per una foratura.
Nel breve volgere di un nanosecondo il buon romagnolo cominciò ad elaborare una strategia offensiva. "Benebenesonosicuramentestranieredireitedeschequindisonoinvacanzadasolequiinriviera; oralesiaiutapoisirientraconloroprimadimezzogiornosiamoinpianurasostaunaperitivoouncaffè, staserahappyhouralloSloppypoiovviamentedopolaViaCrucisciscappasicuramenteunacapatinaaRiccioneindiscoteca".
Ma non di preghiere esaudite si trattava, evidentemente, piuttosto dell'opera di qualche altra entità che aveva provveduto a piazzare sulla strada del buon romagnolo tre splendide pentole, dimenticandone come da manuale i coperchi.... Le tre graziose fanciulle non erano affatto straniere, bensì romagnolissime e perciò abbondantamente allenate ad ogni tipo di tamarro, dal brusco-con-garbo al sofisticato-pop.
"La Roberta qui ha forato. Non è che ci puoi dare una mano?"
"Mo' ceeeerto che vi do una mano! Anche due!" - il romagnolo è sborone per diritto feudale.
E già che ci sono vi sistemo anche il cambio e il manubrio, poi vi dò una controllata alle ruote e a tutta la carrosscieria, opsional inclusi - pensò il buon romagnolo.
Ma la donna romagnola è geneticamente attrezzata per uomini così, tanto è vero che, a dispetto di libri ben conosciuti, non è ancora ben chiaro se sia lei ad essere stata generata dalla costola dell'uomo romagnolo, o se invece non sia stato l'uomo a scaturire da un ceffone della donna. Una delle caratteristiche predominanti delle femmine romagnole è una carenza affettiva non inferiore a quella degli omologhi maschi, ma perlomeno corredata da un senso pratico e da un sarcasmo terribilmente superiori.
Il buon romagnolo si mise baldanzoso all'opera ed armeggiò per qualche minuto sotto l'occhio vigile e attento delle tre, che intanto erano passate dai ringraziamenti sfrenati del tipo "c'è un cespuglio là, ti prego fatti ringraziare come meriti", a caute domande del tipo "ma sei sicuro di sapere come si fa?".
Ad un certo punto una delle tre propruppe tutto il suo spirito romagnolo, caustico, sarcastico e tremendamente pratico: "Senti un po', lascia fare a me, che son figlia di un ciclista e mio marito c'ha un negozio di bici da corsa".
La parabola finisce qui; vi lascio con una domanda la cui risposta costituisce il senso che ciascuno di voi ne può ricavare.
Avrebbe dovuto, il buon romagnolo, assecondare quel chiaro ed evidente tentativo di approccio da parte di tre disinibite fanciulle perfettamente in grado non solo di cambiarsi una gomma, ma pure di smontare la bici pezzo per pezzo e rimontarla in otto secondi? oppure avrebbe dovuto rialzare lentamente la testa e, guardandole attraverso i raggi delle ruote sussurare loro un acidissimo "andate a cagare! se siete capaci da sole, che cacchio volete da me?"
"Maestro, non c'ho capito ancora niente"
"Ascolta, invornito, adesso te lo spiego ancora più chiaramente: se io esco di cinque a briscola e chiedo il busso, tu mi devi dare il due. Hai capito, zuccone? Mi devi dare il due! il DUE, non il quattro!!!
E te, Ernesto, è mai possibile che in 'sto cazzo di bar non c'hai neanche un po' di patatine da servire collaperol?"

[end Chapt 19]

 

giorgetto2read venerdì, 21 marzo 2008 | Permalink |





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